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David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, Helena Dalli, Commissaria europea all'Eguaglianza, Ministri responsabili per la parità retributiva e a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Petizione

Il divario retributivo del 16% tra donne e uomini in Europa non è più accettabile. Vi esortiamo a far approvare una legge dell'UE che ponga fine all'assurda segretezza della retribuzione e che metta a nudo la realtà: a parità di mansioni gli uomini sono pagati più delle donne! L'esperienza in Portogallo, Danimarca dimostra che rivelare il divario retributivo e mettere i lavoratori e i loro sindacati in grado di affrontarlo sul posto di lavoro è un modo efficace per porre fine alle disparità retributive.

Perché è importante

Siamo nel 2020 e le donne in Europa sono ancora pagate il 16% in meno degli uomini per lo stesso lavoro [1], anche se le leggi in Europa hanno lo scopo di impedire che ciò accada. Ci sono Paesi come la Germania o l'Austria dove questo divario è superiore al 20%! [2]

Ma sappiamo come ottenere la stessa retribuzione a parità di lavoro. Le ricerche - e l’esperienza diretta e reale di paesi come la Danimarca o il Portogallo - mostrano una verità chiara: la parità di retribuzione non si raggiunge solo attraverso le leggi, ma anche attraverso una maggiore trasparenza. [3]

I lavoratori e le lavoratrici possono chiedere eguaglianza se sono consapevoli della discriminazione salariale che subiscono. Le aziende iniziano a pagare di più le donne quando sono costrette a divulgare le statistiche salariali e se sono obbligate a informare i candidati negli annunci di lavoro sul salario che propongono.

Ursula von der Leyen, il nuovo capo della Commissione Europea, ha promesso che affronterà il problema del divario di retribuzione entro i primi 100 giorni di lavoro. [4]

Una grande promessa e, come abbiamo appena appreso, una delusione. I 100 giorni si concludono il 9 marzo e tutto ciò che è successo è stato l'avvio di un processo di consultazione da parte della Commissione. Evidentemente non basta. Quando possiamo aspettarci l'arrivo di questa nuova legge?

Il 18 marzo i nostri partner, i sindacati europei, incontreranno il nuovo commissario per l'uguaglianza, Helena Dalli. Vogliono iniziare questo primo incontro portando alla luce un enorme sostegno pubblico a questa nuova legge con un messaggio chiaro: gli europei vogliono azioni concrete ora! Vuoi aggiungere la tua voce?

Per saperne di più:

Una differenza del 16% significa che per ogni euro che un'uomo gudagna, una donna riceve 84 centesimi, facendo il medesimo lavoro. E questi numeri sono solo la punta dell'iceberg. In media, a una donna europea vengono offerti lavori peggiori e posti di lavoro part-time. Quando nascono i figli, i padri vengono promossi, mentre le madri iniziano a guadagnare meno. Se aggiungiamo tutto questo nel conto, una donna europea guadagna il 40% in meno del lavoratore maschio medio. [6]

Questa disparità salariale ha una ricaduta su tutta la vita di una donna. Quando una donna è sottopagata, i suoi figli vivono spesso in povertà, soprattutto se è una madre single. Dei milioni di bambini che oggi vivono in povertà, la metà ne uscirebbe se le donne fossero pagate come gli uomini. Quando invecchia e la sua unica fonte di reddito è la pensione, riceve il 37% in meno di un pensionato medio, quindi troppo spesso, superata l'età lavorativa, vive in povertà. [8]

L'UE continua a produrre documenti che condannano questa situazione, ma allo stato attuale delle cose non c'è modo di rendere giustizia.

Chiediamo una legge con i seguenti requisiti:

 

  • Gli annunci di lavoro devono includere informazioni sulla retribuzione proposta

 

 

  • I contratti di lavoro non devono includere clausole di segretezza salariale

 

 

  • I lavoratori devono poter chiedere quali metodi di valutazione del lavoro vengano utilizzato e quali siano neutri dal punto di vista del genere, e l'azienda deve essere obbligata a dare una risposta.

 

 

  • Le aziende devono redigere rapporti annuali sulle retribuzioni e sui bonus, con una distinzione per sesso ed età. I rapporti devono indicare il rapporto di retribuzione tra il CEO e il dipendente meno retribuito. I rapporti devono riguardare non solo i lavoratori a contratto a tempo indeterminato, ma anche i lavoratori autonomi e i lavoratori assunti tramite agenzia interinale.

 

Se non interveniamo, potrebbero volerci decenni per raggiungere la parità salariale. Le donne non possono aspettare così tanto. L'Europa non può aspettare così tanto.

 

Fonti:

  1. Questo è il divario retributivo medio tra i sessi nell'UE: https://www.etuc.org/en/publication/gender-pay-gap-end-secrecy
  2. Dati Eurostat https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Gender_pay_gap_statistics
  3. Studio che mostra che il divario di retribuzione è drasticamente ridotto quando la retribuzione è comunicata in modo trasparente: https://news.ku.dk/all_news/2018/12/wage-transparency-works/

    Un caso reale in Danimarca: https://news.ku.dk/all_news/2018/12/wage-transparency-works/

  4. Il quadro politico di 24 pagine del Presidente della Commissione Designate Ursula von der Leyen - compresa la sua promessa di presentare una nuova direttiva sulla trasparenza salariale: https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/political-guidelines-next-commission_es.pdf
  5. https://www.economist.com/graphic-detail/2019/01/28/how-big-is-the-wage-penalty-for-mothers
  6. https://ec.europa.eu/eurostat/tgm/graph.do?tab=graph&plugin=1&language=en&pcode=teqges01&toolbox=type
  7. Basato su una ricerca effettuata negli Stati Uniti https://iwpr.org/publications/impact-equal-pay-poverty-economy/
  8. https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2019/631033/IPOL_BRI(2019)631033_EN.pdf

 

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