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Mark Rutte, Primo Ministro dei Paesi Bassi, Sebastian Kurz, Cancelliere austriaco e Alla Commissione Europea, al Consiglio Europeo, al Parlamento Europeo e a tutti i leader nazionali

Petizione

Chiediamo ai leader europei e nazionali di affrontare la crisi senza precedenti causata dalla pandemia di Covid-19 con solidarietà, coraggio e innovazione.

Non vogliamo un ritorno alle attività economiche precedenti, a un modello di crescita che ha esacerbato le disuguaglianze sociali, messo a repentaglio la nostra salute e spinto il clima e la natura del nostro pianeta sull'orlo del collasso. È giunto il momento di rendere rapidamente e radicalmente le nostre economie più verdi, più eque e più resistenti alle possibili crisi future.

Chiediamo l'istituzione del più grande programma di investimenti verdi che il mondo abbia mai visto, supportato da tutti gli strumenti finanziari dell'UE disponibili per finanziare una ripresa che sia verde ed etica.

Questo appello si basa su una dichiarazione firmata dalle principali ONG ambientali europee [1]

Perché è importante?

In questo momento, i leader dell'UE sono in riunione per negoziare come sarà l'Europa dopo COVID-19. Si parla di un'enorme quantità di denaro: 750 miliardi di euro da distribuire in tutta l’UE.

Con questa somma potremmo aiutare i paesi più colpiti dalla pandemia di coronavirus per incentivare la loro ripresa economica ma non solo,potremmo anche ridurre le disuguaglianze fra gli stati membri e la dipendenza dai combustibili fossili nell’economia europea.

Ma un gruppo di paesi - i 4 frugali, l'Austria, la Danimarca, i Paesi Bassi e la Svezia non vogliono condividere il peso della crisi. Vogliono che l’ammontare del fondo di ripresa sia distribuito sotto forma di prestiti, da ripagare rapidamente.

Se raggiungeranno il loro obiettivo ci ritroveremo a ripetere gli errori del passato. Restituire questi soldi significherebbe più debiti e più austerità, il che vorrebbe conseguentemente dire assistere a nuovi tagli nei servizi pubblici, nella sanità e nell'istruzione.

Rifiutare il principio di solidarietà non funziona ma, soprattutto in un meccanismo multilaterale quale l’UE. Prima di questa pandemia, questa tattica ha solamente aumentato le disuguaglianze in tutta Europa [2]. Durante la crisi causata da COVID-19 ha impattato l'efficienza della risposta europea alla pandemia [3].

Per questo motivo dobbiamo chiedere ai leader europei di usare il principio di solidarietà come linea guida per l’Europa che verrà. Ogni decisione politica e di investimento deve condurci verso il futuro che vogliamo: un'Europa in cui nessuno venga lasciato indietro.

E’ necessario che il Green Deal diventi un pacchetto di recupero abbastanza solido e dotato del numero adeguato di strumenti per affrontare le crisi sanitarie, economiche e climatiche del futuro.

Per poter disporre di un piano di ripresa dell'UE sufficientemente solido e coerente per affrontare la crisi in tutti i suoi aspetti (salute, economia e clima),l'UE dovrebbe:

.
  • Mettere il benessere delle persone al centro della risposta alla crisi, fornire benefici sociali e proteggere i diritti dei lavoratori attraverso una "equa transizione per tutti",

  • Attuare pienamente e dare impulso al Green Deal europeo per rielaborare l'economia come è necessario per riportare il benessere al centro del progetto europeo, proteggere le persone da crisi come quella del COVID-19 e affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità a livello europeo, nazionale e internazionale. Rafforzare e continuare l'attuazione degli obiettivi, delle strategie e delle leggi annunciate nel Green Deal europeo e in particolare rafforzare la dimensione sociale,

  • Nei settori che generano più emissioni e in altri settori potenzialmente inquinanti, come l'agricoltura intensiva, subordinare il sostegno alle aziende al loro allineamento con gli obiettivi ambientali e climatici; non devono essere concessi salvataggi a industrie non redditizie o inquinanti che non hanno futuro nell'economia di domani.

  • Istituire un cospicuo Fondo per la ripresa verde ed equa sostenuto da tutti gli strumenti finanziari dell'UE disponibili per dare il via alla ripresa verde e giusta. In particolare deve includere un QFP (quadro finanziario pluriennale) ampliato, che con i suoi programmi di spesa dedichi almeno il 50% agli obiettivi in materia di clima e biodiversità. Deve anche includere nuovi fondi, l'allentamento del Meccanismo europeo di stabilità e i cosiddetti "eurobond".

  • Guidare gli investimenti pubblici e privati durante tutta la ripresa utilizzando la tassonomia dell'UE per accelerare il passaggio dai settori inquinanti a quelli verdi; analogamente, la Banca europea per gli investimenti dovrebbe allineare le sue politiche di prestito agli obiettivi dell'European Green Deal entro la fine del 2020.

In breve, chiediamo ai nostri leader di dimostrare unità e visione in questa crisi, proponendo il più grande programma di investimenti verdi che il mondo abbia mai visto. Devono resistere alla tentazione di cedere alle "correzioni" rapide e di salvare un'economia insostenibile, socialmente ingiusta, che inquina, riscalda il nostro pianeta, esaurisce le risorse naturali e mette a rischio la salute e il benessere della popolazione.

Sfruttiamo invece questo momento per costruire qualcosa di nuovo, qualcosa di molto migliore: un'economia veramente sostenibile, che sia neutra dal punto di vista del carbonio, circolare ed equa, dove le persone e la natura prosperano. In questo modo, possiamo creare posti di lavoro verdi di alta qualità, affrontare il cambiamento climatico, ripristinare la natura e rendere le nostre economie e società più resistenti nel lungo periodo.

Ora è il momento di unirci per portare l'Europa sulla via di un'economia verde ed equa. Insieme, possiamo raggiungere questo obiettivo!


Fonti:

  1. In inglese: https://bit.ly/GreenRecovery_EN
  2. In inglese: https://voxeu.org/article/forty-years-inequality-europe
  3. In Inglese: https://www.euractiv.com/section/coronavirus/news/coronavirus-puts-europes-solidarity-to-the-test/

In partenariato con:

Mail

Questa settimana i leader europei decideranno la strategia di ripresa dalla pandemia. Potranno scegliere di investire in una ripresa che protegga il pianeta e le persone maggiormente colpite dalla pandemia, oppure potranno decidere di salvare il sistema a cui siamo ancorati che ci ha portato a questo disastro.

I leader olandesi e austriaci sono a capo di un gruppo di altri paesi che desiderano optare per una ripresa volta a ritornare al sistema precedente, il che non significherà risultati migliori per il nostro futuro. E il rischio più grande è che davvero potrebbero bloccare tutto.

È qui che entra in gioco la comunità WeMove. Se siamo centinaia di migliaia di europei a chiamarli per unirsi ad altri leader europei nel ripensare il nostro futuro, potremmo invertire la loro posizione.

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Invia un tweet Mark Rutte, Primo Ministro dei Paesi Bassi e Sebastian Kurz, Cancelliere austriaco

Questa settimana i leader europei decideranno la strategia per la ripresa dalla pandemia. La scelta che faranno determinerà le sorti dell’Europa di domani: potranno scegliere di investire in una ripresa che protegga il pianeta e le persone maggiormente colpite dalla pandemia, oppure potranno decidere di salvare il sistema a cui siamo ancorati che ci ha portato a questo disastro.

I leader dell’Austria e dei Paesi Bassi stanno coinvolgendo altre nazioni per privilegiare una ripresa da ordinaria amministrazione, che non comporterà risultati migliori per il nostro futuro . Loro potrebbero bloccare una ripresa equa e verde per l’Europa.

Ed è qui che entra in gioco la community di WeMove. Se centinaia di migliaia di noi europei chiedessimo loro di unirsi agli altri leader del continente per ripensare il nostro futuro, potremmo convincerli a cambiare idea. Invia un tweet adesso e fai sentire la tua voce!

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